L’apprendimento deve coinvolgere l’arricchimento e l’approfondimento dei rapporti con se stesso, con la famiglia, con i membri della comunità mondiale, planetaria ed universale. Queste idee sono state espresse chiaramente e messe in pratica da grandi pionieri come: Pestalozzi, Dewey, Montessori, Steiner e molti altri… (manifesto di Chigago ’91)
Estrazione del DNA di una banana
...(continua da “Educazione Alimentare Nelle Scuole 3/4)
Avviata la discussione in classe, si passa alla esposizione di esperienze quotidiane personali, legate all’argomento ed alle domande espresse.
La strada, a questo punto, è spianata per lo studio e l’approfondimento del tema attraverso letture adeguatamente scientifiche e ricerche, condotte da gruppi di lavoro, sia a scuola che a casa; ricerche poi che verranno opportunamente scambiate tra i vari gruppi, per ampliare le conoscenze sul tema.
Contemporaneamente verranno proposti in classe una serie di supporti e sussidi didattici: filmati, articoli di giornali, riviste mediche, dossier televisivi, inchieste televisive o giornalistiche verranno analizzate…
I ragazzi scopriranno, dunque, come il problema sia di grande attualità, complessità ed importanza tanto nella dimensione globale, cioè per l’intera umanità (divisa in aree dove si muore per la fame ed altre dove ci si ammala a causa della eccessiva nutrizione), quanto nell’ambito più stretto della prevenzione individuale, per evitare abitudini alimentari errate o addirittura pericolose per la crescita e per l’integrità fisica.
A questo punto bisogna passare dalla conoscenza ad una attività didattica che coinvolga gli allievi tutti e li impegni in una tanto entusiasmante quanto concreta fase di operatività su base scientifica.
Si potrebbe proporre agli allievi, sotto forma di gioco collettivo, la preparazione di diete bilanciate, usando una serie di cubi o mattoncini corrispondenti alle varie sostanze nutritive (proteine, lipidi, minerali, carboidrati, vitamine), partendo a caso da un primo elemento nutritivo, proposto dall’insegnate.
Ciò li impegnerebbe in modo piacevole a trovare soluzioni differenti di volta in volta, per la costruzione di una dieta corretta, il che per loro costituirebbe un ottimo esercizio per abituarsi a mangiare in “modo cosciente”, cioè ad abbinare, durante l’arco della giornata, tutte le sostanze indispensabili per una nutrizione bilanciata.
Non meno importanti potrebbero risultare degli esperimenti scientifici elementari, effettuati in laboratorio al fine di poter visualizzare concretamente la presenza dei macro e micro nutrienti presenti negli alimenti.
Estrazione e colorazione di vitamine da alcuni vegetali.
Cambio dello stato liquido-solido dei diversi tipi di lipidi (saturi/insaturi) a diverse temperature.
Scissione degli amidi in zuccheri con l’utilizzo di enzimi.
Coagulazione delle proteine contenute nel latte tramite l’acidificazione.
Quantificazione dei minerali presenti in un alimento.
Quantificazione dell’acqua presente in un alimento.
Questi potrebbero soddisfare la loro curiosità ed incentivarli al piacere della ricerca e dell’esperimento scientifico.
Tutto quanto sopra esposto chiaramente rappresenta un’ipotesi didattico-operativa, che naturalmente andrebbe rafforzata, ampliata e accompagnata da altre iniziative formativo-culturali che sicuramente scaturiranno durante l’attività didattico-educativa del corso.
La soluzione dei problemi legata alla fame del mondo sono oggi legate a ricerche in campo biotecnologico in una prospettiva si sostenibilità della catena alimentare.






