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Giovedì 04 Marzo 2010 15:31

Dagli Inuit ai “Functional Food”
Scritto da  Vallè
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Sono un fenomeno d’interesse comune e sono il segreto dell’alimentazione Inuit: nella loro dieta  è “nascosto” un “olio” speciale (gli acidi grassi essenziali Omega 3).

Nel 1999 “The Lancet” ha pubblicato un importante studio su pazienti colpiti da infarto e quindi trattati con un farmaco a base di acidi grassi polinsaturi Omega 3 l’immediato risultato ottenuto e’ stato il sensibile decremento di mortalità.

Guarda il video

Purtroppo, l’alimentazione occidentale moderna privilegia l’utilizzo di cereali che nella dieta umana sbilanciano sfavorevolmente l’apporto di Omega 3, rispetto agli altri tipi di acidi grassi essenziali.
Gli Omega 3 sono costituenti fondamentali per alcune strutture molecolari complesse, precursori di vari ormoni e attivatori dell’espressione di alcuni enzimi.
Sull’onda di queste scoperte, si sono fatti spazio sul mercato, con sempre più forza, i “Functional Food”.
In un articolo estratto da il Sole 24 Ore – Benessere alimentare, si sottolinea lo spaccato del mercato italiano sugli alimenti naturalmente ricchi ed arricchiti con Omega 3.
Si parla dei “functional Food” artefici di uno dei mercati più dinamici e vivaci dell’ultimo decennio in Italia, aziende come Parmalat, Nostromo, Findus, Valle’, Bonduelle e tante altre si sono orientate verso questo percorso nutrizionistico, aprendosi alla sfida BENESSERE.
Tra un sorso di te’ e l’altro, la lettura dell’articolo scorre velocemente tra formule chimiche e tendenze sociali, ma poi il mio sguardo si blocca sull’intervista ad Emanuela Pittoni, Marketing Manager di Valle’ Italia.
“Ma come… Emanuela non mi aveva avvertito dell’intervista, mi ha solo lasciato il giornale sulla scrivania!!!!”
Durante l’intervista, Emanuela descrive il prodotto Valle’- Omega 3: “la margarina alleggerita, naturalmente ricca di olii polinsautri essenziali” e poi parla proprio di NOI, del BLOG “LaValledelBenessere.com”!!!!!!
Inutile dirlo, stiamo diventando famosi.

Ormai mi conoscete, sono curioso ed internet è una specie di matrioska d’informazioni, saltando da link in link sono arrivato a spulciare tra le pubblicazioni – studio sugli Inuit e la loro alimentazione: “Canadian Inuit and the Artic Dilemma”.



L’esposizione umana a contaminanti antropogenici è un fenomeno ben studiato che interessa in particolare il circolo artico canadese.  Studi fatti in passato, evidenziano l’esposizione della popolazione Inuit alle contaminazioni  ambientali attraverso i loro alimenti tradizionali. I due maggiori gruppi di contaminati che interferiscono sulla salute umana, ed in particolare sugli Inuit, sono: i metalli pesanti (es: mercurio) e gli inquinanti organici persistenti (es: bifenili policlorinati, DDT ed altri pesticidi),  sostanze queste che si accumulano facilmente nei tessuti grassi degli animali, esponendo il capostipite della catena alimentare ad una serie di patologie croniche ed acute. La soluzione di modificare la dieta degli Inuit, occidentizzandola, di certo non e’ stata una scelta felice: problemi all’apparato cardiaco e diabete di tipo 2, sono diventate le nuove malattie dominanti.
Studi condotti di recente dimostrano infatti che i cibi tradizionali erano per la popolazione Inuit un’importante fonte di proteine, vitamine, minerali e grassi acidi Omega-3 e recenti studi condotti sulla popolazione Inuit di Nunavik evidenziano l’alta concentrazione di Omega3 nel plasma che li protegge da alcuni rischi di malattie cardiache.
A questo punto non posso non raccontarvi il mio viaggio-avventura a Kulusuk, piccolo villaggio della Groenlandia, con un gruppo di studenti islandesi di antrolopogia… (ma dovrete aspettare al prossimo post!!!)

Last modified on Lunedì 24 Ottobre 2011 15:43
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