L’olfatto, scriveva Marcel Proust, è il più potente dei cinque sensi.
Perché ti afferra in modo tale che, se anche pensi di opporre una resistenza,
gli odori sono sempre più forti e conducono la mente dove vogliono.
Scatenano associazioni di idee, riportano a galla desideri e paure che non sapevi nemmeno di conservare in te.
Gli odori sono capaci di farci viaggiare nel tempo, di farci tornare bambini …
…”nella cucina della nonna si sprigionava un inebriante profumo di lievito mentre aspettavamo con trepidazione, con le mani aggrappate al tavolo, che le ciambelline di pasta crescessero prima di essere immerse nell’olio. Lei le cospargeva di zucchero dopo averle rosolate ben bene…”
I ricordi della mia infanzia si legano molto agli odori. Attingo continuamente a questo senso per ripercorrere il mio passato, la mia storia. Da bambina passavo interi pomeriggi ad osservare la mia nonna paterna, abile pasticcera, impegnata nella preparazione di bignè, mont blanc, semifreddi al torrone, crostate al cioccolato. La osservavo stendere la pasta poi, mentre con una rotellina selezionava delicatamente le striscette, che mi sembrabano perfette, per coprire la calda colata di cioccolato fondente. Rapita dallo strano cappuccio bianco usato per decorare le torte, mi immaginavo un giorno in un laboratorio a realizzare la torta cosparsa di panna e fragole più grande del mondo.
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